Imparare una lingua per capire meglio la propria
Nel dibattito sull’insegnamento anticipato del francese nelle scuole di lingua tedesca, c’è una domanda preliminare che, a mio avviso, meriterebbe maggiore attenzione: qual è il vero compito dell’insegnamento delle lingue straniere nella scuola dell’obbligo?
La risposta non è affatto scontata. A scuola, una lingua straniera non serve soltanto a comunicare: serve anzitutto a comprendere meglio il funzionamento della lingua, il pensiero e la cultura. La capacità di comunicare è certamente un risultato importante dell’apprendimento, ma non dovrebbe diventare l’unico criterio per decidere quale lingua insegnare, quando introdurla e quanto spazio dedicarle.
Troppo spesso, infatti, il successo dell’insegnamento linguistico viene misurato in base alla rapidità con cui gli allievi riescono a utilizzare una nuova lingua nelle situazioni quotidiane. Ma la scuola non dovrebbe limitarsi ad anticipare competenze che la società offre già ampiamente. Il suo compito è anche quello di rendere visibile ciò che normalmente rimane implicito, insegnando a osservare, confrontare e comprendere.
È proprio in questo senso che una lingua straniera può rivelarsi particolarmente preziosa quando presenta strutture diverse da quelle della lingua di scolarizzazione. Il confronto permette di portare alla luce i meccanismi che regolano il linguaggio: Come si costruiscono le frasi? Come funzionano i tempi verbali, il genere, i casi, l’ordine delle parole e le preposizioni? E come si esprime, in un’altra lingua, ciò che nella propria viene dato per scontato?
Chi impara a osservare sistematicamente un’altra lingua impara anche a guardare con maggiore consapevolezza la propria.
È questa una delle funzioni fondamentali del primo insegnamento di una lingua straniera: non aggiungere semplicemente uno strumento di comunicazione, ma trasformare la lingua stessa in un oggetto di riflessione. Da questa prospettiva, la scelta della lingua non è indifferente. Una lingua vicina alla propria può facilitare i primi passi; una lingua sufficientemente diversa può invece rendere il confronto più stimolante e formativo.
Lettera aperta di Luigi Menghini sul giornale online ilBernina
Immagine generata con l’intelligenza artificiale (IA).