Alain Berset è attendista

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francese jpgIl Consiglio federale non intende, almeno per ora, modificare la legge sulle lingue. Le decisioni prese negli ultimi mesi a livello cantonale non sembrano minare la Strategia linguistica 2004 e l'insegnamento di una lingua nazionale a partire dalle elementari.

Il Consiglio federale intende rafforzare la posizione delle lingue nazionali nell'insegnamento a livello di scuola dell'obbligo e assicurarne l'armonizzazione. A tale scopo il 6 luglio 2016 ha aperto una procedura di consultazione sulla modifica della legge sulle lingue. Nelle prese di posizione tutti i partecipanti alla consultazione sottolineano l'importanza dell'insegnamento delle lingue riconoscendo da un lato la responsabilità politica della Confederazione nel garantire la comprensione tra le comunità linguistiche e dall'altro l'obbligo di armonizzare la politica formativa per facilitare la mobilità nel Paese.

La grande maggioranza dei Cantoni e diversi partiti condividono ampiamente il parere del Consiglio federale secondo cui la Costituzione autorizza e obbliga la Confederazione a intervenire sul piano legislativo se i Cantoni non dovessero adempiere il loro obbligo costituzionale di armonizzare il settore scolastico. Ritengono tuttavia che attualmente un intervento della Confederazione sarebbe precoce, eccessivo e politicamente inopportuno.

Alcuni Cantoni e partiti rifiutano una modifica della legge sulle lingue per questioni di principio. Altri Cantoni, in particolare della Svizzera latina, ritengono che la Confederazione debba intervenire tempestivamente e con fermezza qualora la strategia linguistica stabilita di concerto dovesse essere rimessa in discussione da un Cantone. Diverse associazioni, in particolare di docenti, sono invece a favore di un intervento immediato della Confederazione.

I risultati della consultazione confermano la posizione del Consiglio federale in merito all'insegnamento delle lingue. È necessario continuare a impegnarsi in tutti i modi per conservarne ed estenderne l'armonizzazione. Tuttavia, attualmente mancano i presupposti per una nuova regolamentazione da parte della Confederazione, in particolare alla luce delle decisioni prese negli ultimi mesi a livello cantonale.

Tali presupposti dovranno essere rivalutati qualora un Cantone dovesse discostarsi in maniera sostanziale dalla Strategia linguistica del 2004, per esempio decidendo di non prevedere l'insegnamento continuo di una seconda lingua nazionale a partire dalle elementari e per tutta la scuola dell'obbligo. Il Consiglio federale ha pertanto incaricato il DFI di procedere a una nuova valutazione della situazione insieme alla Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) se dovesse presentarsi un simile caso. Entro il secondo semestre del 2017 il DFI e la CDPE si riuniranno nuovamente per discutere degli sviluppi.

(Comunicato stampa del Consiglio federale)