Lingue strainere a scuola: studi divergenti

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piano studioInsegnare una o due lingue straniere nella scuola elementare? Nemmeno le ricerche sono concordi sull'utilità di un insegnamento precoce di una seconda lingua alle elementari.

Non si placa il dibattito sull'insegnamento delle lingue straniere nelle elementari in Svizzera. A riaccendere la polemica ci ha pensato di recente il consigliere federale Alain Berset. In occasione della 69esima edizione del Festival del film Locarno ha ribadito l'importanza di dare il giusto spazio alle lingue nazionali nella scuola dell'obbligo. In un'altra occasione ha ricordato che è pronto a intervenire qualora non fosse rispettato il concordato linguistico; un'evoluzione – stando al ministro della cultura – che metterebbe a rischio la coesione nazionale.

È soprattutto il piano di studio del canton Turgovia a mettere in allarme il consigliere federale romando. Il nuovo programma didattico, messo in consultazione in primavera, prevede l'insegnamento di una sola lingua straniera nelle elementari, ossia l'inglese. Il francese sarebbe materia obbligatoria soltanto nella scuola di livello secondario I.

La discussione su questo tema si svolge in mondo molto emozionale. Tuttavia, nelle loro argomentazioni, i due fronti si rifanno a studi scientifici che confermerebbero le loro tesi. Nel 2014, cantoni e Confederazione avevano incaricato l'Università di Århus in Danimarca di valutare oltre 7000 pubblicazioni relative all'insegnamento delle lingue straniere. I ricercatori sono giunti alla conclusione che lo studio precoce di una lingua favorisce l'apprendimento di altre lingue in uno secondo tempo. Inoltre, sostengono gli autori della studio, lo studio di due lingue straniere alle elementari non sottopone gli scolari a un impegno eccessivo.

Un altro studio della linguista Simone Pfenniger propone un'altra chiave di lettura. Tra il 2008 e il 2015, la ricercatrice ha analizzato le conoscenze di 500 studenti liceali all'inizio e alla fine del loro percorso educativo. Alcuni avevano già iniziato con lo studio dell'inglese alle elementari, altri soltanto nella scuola di livello secondario I. Il risultato dell'analisi ha indicato che dopo soli sei mesi, chi aveva iniziato più tardi con l'apprendimento dell'inglese aveva già recuperato il «divario linguistico» e che alle fine del liceo non c'erano più differenze sostanziali tra i due gruppi di studenti.